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L’emergenza COVID-19 nei settori Ho.Re.Ca. e delivery home

SoaNews - 30/10/2020

L'emergenza COVID-19 nella logistica

L’emergenza COVID-19 nei settori Ho.Re.Ca. e delivery home

A raccontarla Tania Fascella, Project Manager di SOA Corporate

Sappiamo tutti molto bene quanto le abitudini di ognuno di noi siano cambiate negli ultimi mesi e quanto anche l’approccio agli acquisti sia variato di conseguenza. Vogliamo però scoprire con la nostra Project Manager Ing. Tania Frascella, alcuni dettagli vissuti da vicino da chi, come lei, si rapporta quotidianamente con business che hanno subito degli enormi stravolgimenti
a causa dell’emergenza COVID-19. Tania è la referente SOA Corporate per commesse operanti nella distribuzione Ho.Re.Ca. e nel delivery home per e-commerce.

Com’è cambiato il business per il settore Ho.Re.Ca.?

Per ottemperare a quan­to previsto in termini di legge riguardo le misure di prevenzione del Covid-19, tutte le aziende devono provvedere alla sanificazione perio­dica degli ambienti. E anche di questo che si occupa SOA, garantendo il risultato dal punto di vista igienico sanitario nel rispetto dell’am­biente di lavoro e delle attrezzature.

Cosa è avvenuto invece per la vendita online di prodotti di generi vari?

I dati pubblici fotografano molto bene la situazione italiana così da offrire una visione quanto più analitica possibile. Su­gli acquisti on-line possiamo dire di aver visto l’evolversi dello stato d’animo degli italiani attraverso i suoi acquisti. Nelle primissime setti­mane di lockdown abbiamo, infatti, assistito ad un blocco delle vendi­te dovuto principalmente a una paura generalizzata.
Con il passare delle settimane, mentre ci si abituava alla vita in qua­rantena e probabilmente le esigenze iniziavano a farsi sentire, il trend degli acquisti ha presentato una curva crescente. In alcune zone d’Italia, quelle più colpite dalla pandemia, si sono raggiunti pic­chi mai visti sulle vendite, rapportandoci ai dati degli anni preceden­ti. In generale anche in Puglia vi è stato e vi è tutt’ora una tendenza all’acquisto nettamente più alta rispetto alla media stagionale.

Come ci si è organizzati per proteggersi e proteggere?

Prima ancora dell’inizio della fase 1, in stretta collaborazione e con­divisione con il nostro cliente, abbiamo adottato delle misure di pre­venzione e protezione molto rigide: pulizia e disinfezione giornaliera dei furgoni; distanziamento sociale nei parcheggi, nelle attività di ca­rico/scarico, in consegna; obbligo di indossare durante tutto il turno di lavoro i dispositivi di sicurezza come guanti e mascherine.
Durante il lockdown, le misure preventive sono aumentate ulterior­mente, modificando radicalmente le procedure: nessuna consegna al vicino, distanziamento sociale innalzato a 2 metri, stravolgimenti dei layout negli spazi d’ufficio e del piazzale di carico/scarico, riunioni esclusivamente in videocall e controllo giornaliero della temperatura corporea prima di recarsi a lavoro.

Insomma una attenzione davvero alta.

Assolutamente. La piattaforma, che serviamo, ogni giorno conse­gna circa 7.000 pacchi a casa di altrettanti clienti.
Sarebbe stato inimmaginabile contrastare il virus senza adot­tare da subito queste misure così severe, che ci hanno permesso anche di riuscire a fare alcune consegne davvero singolari.

Ne ricordo una in particolare: un utente aveva acquistato un prodotto da consegnare ad un pazien­te all’interno del reparto di malattie infettive di un ospedale covid-19. Si trattava ovviamente di un regalo, un piccolo pensiero per una per­sona in difficoltà. In stretta collaborazione con l’azienda partner, il pacco è stato consegnato, in tutta sicurezza per il nostro lavoratore; supe­rando anche le barriere psicologiche del rischio, ci sembrava doveroso donare un sorriso a chi stava vivendo la malattia, lontano dagli affetti.
Ecco sono questi i piccoli gesti che a me e a tutto il mio team hanno dato la forza ogni giorno di andare avanti. Siamo orgogliosi di aver contribuito con la continuità nel servizio di consegna a domicilio a rendere più serena la permanenza forzata degli italiani nelle proprie case.

Permettetemi di ringraziare tutto il numeroso team (drivers, dispa­tchers e fleet assistant), perché sin da subito ha confermato di possedere valori come coraggio, gioco di squadra, affidabilità e pas­sione che, nella nostra grande famiglia, sono linfa vitale per affron­tare insieme anche i periodi difficili, senza precedenti storici.